Daniele Puppi i Fatica n. 16 I Hangar Bicocca
30.01 - 9.03.2008

 

 

L’Hangar Bicocca Spazio d’Arte contemporanea presenta dal 30 gennaio 2008 la prima mostra personale in Italia di Daniele Puppi, considerato uno dei giovani artisti più interessanti del panorama internazionale. Per la mostra all’Hangar Bicocca, organizzata in collaborazione con Magazzino d’Arte Moderna di Roma e curata da Federica Schiavo, Daniele Puppi ha realizzato un nuovo lavoro site-specific intitolato Fatica 16. Il lavoro di Puppi consiste in installazioni video-sonore intitolate Fatiche generate dall’incontro diretto dell’artista con lo spazio. Per Puppi lo spazio non è mai neutrale, ma è la base concreta dal quale il lavoro emerge e prende forma. Utilizzando le personali sensazioni che le proporzioni e caratteristiche fisiche dello spazio stesso gli trasmettono, l’artista trasforma l’architettura in una esperienza sensoriale in continua espansione, sovvertendo le normali nozioni di tempo e spazio. Puppi usa il proprio corpo come una cassa di risonanza delle sensazioni che lo spazio stesso gli trasmette, indagandone le dinamiche e gli equilibri architettonici tramite una serie di semplici gesti ed estenuanti sforzi, che l’artista compie nello spazio in un tempo definito. Da questa performance l’artista realizza un insieme di grandi proiezioni che, interferendo sui normali equilibri percettivi, contraggono e contemporaneamente espandono lo spazio in una nuova spiazzante dimensione. Lo spettatore si trova dunque coinvolto fisicamente in una esperienza multi-sensoriale e in uno sforzo di riconoscimento del luogo attraverso la disorientante e distruttiva installazione dell’artista. Puppi si è misurato con grande entusiasmo con lo spazio industriale dell’Hangar Bicocca, tanto da dar vita a una nuova opera site-specific, che nasce e si motiva proprio nella particolare struttura di questo straordinario luogo. “Lamiera, mattoni e cemento non costituiscono la cornice di Fatica 16 – scrive Federica Schiavo introducendo il lavoro di Puppi - ma gli strumenti con cui l’artista è riuscito a rendere visibili le verità nascoste dello spazio dell’Hangar Bicocca che, altrimenti percepito come un enorme vuoto, diventa rivelatore di una nuova dimensione. Daniele Puppi ha lavorato sedici giorni consecutivi all’interno di questo spazio durante i quali ha investigato tensioni e potenzialità inespresse di un luogo fortemente connotato dalle caratteristiche di edificio industriale. L’artista ha esplorato le reazioni dello spazio architettonico - inteso come insieme di linee, volumi e superfici - alle sollecitazioni che egli stesso mette in atto attraverso una serie di gesti e azioni ripetutamente eseguite. Questo “corpo a corpo” si conclude con l’individuazione di quel preciso e definito gesto - o Fatica - che proiettato poi nello stesso Hangar Bicocca crea un’immagine-movimento, sintesi di tutte le altre possibili immagini e azioni, capace di espandere all’infinito il campo della percezione. La genesi dell’opera avviene in quel preciso luogo”. “Ogni spazio è una realtà con una vita propria, una essenza da percepire – dichiara Daniele Puppi - in sé è potenziale di forze in movimento: uno “spostamento” inedito ne può far emergere qualità e caratteristiche inespresse. Il lavoro si realizza e prende forma come sintesi di alcune finalità che perseguo nel confrontarmi con lo spazio: produrre un movimento che tenga e coinvolga simultaneamente tutti i punti; trovare la possibilità di “apparire” in qualsiasi punto; costruire uno spazio “adiacente” a quello già consolidato. Ogni lavoro contiene in “potenza” il precedente e getta le basi per il successivo. E’ come se realizzassi un’unica opera che lentamente, ma progressivamente, si trasforma. In questa graduale trasformazione anche la figura umana subisce la stessa sorte: si ingrandisce, si allunga, si allarga, si distorce, si disumanizza. Scompare e ricompare”.