Moulin Rouge

31/03/2009 • 31/05/2009

 

“Reality is stronger than art. As an artist I do not want to reflect a reality, but I do want to question it. My social upbringing does not embrace, rational linear actions.
I approach the world and life with primal instinctive behaviour”.

Intervista di Gilane Tawadros a Sislej Xhafa, catalogo della mostra “Transmission Interrupted”,
Modern Art Oxford, 2009

Il Magazzino è lieto di annunciare la seconda mostra personale di Sislej Xhafa, dal titolo “Moulin Rouge”.

Si tratta di una nuova serie di lavori che confermano la volontà dell’artista di porre interrogativi allo spettatore attraverso le sue opere e spesso di non dare risposte, confermando la sua abilità di consumato bricoleur che rifiuta di essere fedele ad uno stile, utilizzando diverse forme espressive.

Da molti anni Sislej Xhafa ha incentrato il suo lavoro artistico sui temi delll’economia, del sociale, delle realtà politiche, in relazione alla multiforme varietà della società moderna.

Così, ad esempio, le indagini di Sislej Xhafa sul turismo o sull’illegalità forzata scelgono un linguaggio minimale, ma al contempo ironico e sovversivo, adoperando indifferentemente vari media, dalla scultura al disegno, dalla performance alla fotografia.

I risultati sociali delle teorie economiche, e nel complesso l’esito concettuale che assumono le loro complesse relazioni, sono da anni il cuore pulsante della ricerca artistica di Sislej Xhafa, che ridiscute lo status giuridico del suo paese d’origine, il Kosovo, presentando se stesso come Padiglione Clandestino alla Biennale di Venezia; oppure è nei panni di un broker che, anziché azioni, vende e compra le partenze e gli arrivi dei treni nella performance “Stock exchange”.

In una piazza di Torino, posiziona un’agenzia di lavoro interinale che è in realtà una sorta di quinta teatrale; a New York, riflette sul concetto di sicurezza e stabilità, e a Manhattan fa percorrere la strada principale da un camion degli anni Cinquanta carico di giovani avvocati che declamano a gran voce le pagine gialle alla voce: “Lawyers”, avvocati.

Così l’artista, con un inedito punto di vista, indaga i sintomi della rottura delle società globale contemporanea.

“E’ un artista che opera assolutamente e paradossalmente in uno spirito duchampiano, ma senza l’indifferenza di Duchamp”.

Achile Bonito Oliva, ABO, Dialoghi d’artista, Skira, 2008

“It’s a politics of interruption, upsetting the configuration of forces determining what is visible and what is not, what forms of speech are understood as discourse and which are only perceptible as noise, who is designated as a speaking subject and who is merely spoken to”.

Jacob Proctor, Playing Prisoner’s Dilemma – Iniside the world of Sislej Xhafa in «Bidoun», #11, Summer 2007