Fotografie | 2001

15/05/2001 • 15/10/2001

 

Antonio Biasiucci affronta con il mezzo della macchina fotografica il problema cui ogni artista si trova a dover una soluzione: dare forma al caos, ad una materia magmatica ed in continuo divenire. Ma nel suo caso la sfida è molto esplicita, tutto è riportato ai suoi termini essenziali: gli elementi naturali, la terra, l’acqua, l’aria ed il suo obbiettivo capace di trovare immagini al tempo stesso misteriose e con l’evidenza di una epifania. Così anche le forme che sembrano più difficili da decifrare finiscono col sembrarci naturali, conosciute in un tempo lontano, esse ci guidano in un doppio viaggio all’interno della materia e della memoria.

Le tappe di questo viaggio sono delle immagini di mare, vulcani, solfatare che sebbene scattate ora sembrano provenire da luoghi del passato, mitici e disabitati, lontanissimi dal nostro mondo. Nelle fotografie di Biasiucci la durezza della materia e la disciplina del suo lavoro di ricerca si coniugano con quella naturale disposizione verso la bellezza e la grazia, tipicamente italiane, producendo delle immagini che hanno l’aspetto della classicità, fuori dal tempo ma anche moderne perché per le cose essenziali la condizione umana non è cambiata.
Si può dire per questo che Biasiucci raccoglie la grande eredità che nel secolo scorso va dal Neorealismo di Rossellini e Visconti alla difficile lezione di Giacomelli.
Nato nel 1961 a Dragoni in provincia di Caserta, Biasiucci ha già esposto in numerosi musei italiani e stranieri ( Maison Européenne de la Photographie di Parigi,  Palazzo delle Esposizioni a Roma ecc.) ed è presente in importanti collezioni pubbliche e private (Galleria Civica di Modena, Gam di Bergamo, Collezione Sandretto Re Rebaudengo ecc.)