Massimo Bartolini | 2014

 

Magazzino è lieta di annunciare l’apertura della nuova mostra personale di Massimo Bartolini in galleria, la quarta dopo quelle del 2002, 2004 e 2009. Per quest’occasione Bartolini ha pensato quattro nuovi lavori che occuperanno i tre spazi della galleria.

La mostra è costruita su quattro momenti, spaziando dalla scultura all’installazione multimediale, fino al disegno e alla fotografia, che evidenziano la capacità di Bartolini nel sapersi districare con grande abilità tra i diversi linguaggi. Le opere in mostra si rifanno all’idea del “caos in terra”, con l’intenzione quasi manifesta di sistematizzarlo, ritrarlo e, in qualche misura, adorarlo.

20 ottobre, 27 novembre è una serie di immagini di capanne costruite sulla spiaggia della costa toscana, in prossimità della casa dell’artista. Un luogo quotidiano, in cui queste costruzioni si presentano come un’urbanizzazione spontanea, il cui unico materiale costitutivo è il legno marino. Il risultato è un’immagine complessa, quasi caotica, per un uso semplice e ragionevole come il ripararsi.

Le spire caotiche del paesaggio si ritrovano anche nel disegno 273 ore, nel quale appare chiaro il tentativo di compitare, ripercorrere e pedinare il caos in punta di matita, perdendo talvolta le tracce della libertà, per ricadere nel rumore di fondo della patternizzazione.

Corrimano è un omaggio alla Roma barocca, e riprende un lavoro del 1997 esposto a casa Massiccio, intitolato Richiamo. Un corrimano ibridato con una tromba, una protezione che separa e fornisce come strano risarcimento, la possibilità di richiamare chi se n’è andato con le note paradisiache dei primi strumenti a fiato.

Bets Machine parte dalla presunta protervia della sinestesia, la quale senza alcun diritto associa colori a musiche e parole, tema peraltro sfiorato anche nell’opera Three Quarter Tone Pieces mostrata proprio a Magazzino nel 2009. Bets Machine è segnata da un ritmo improvviso di luce e suono, una roulette che cita Rimbaud (i suoi “colori delle vocali”) e si risolve nella casualità dell’ultimo istante, quello in cui la pallina si ferma in uno slot particolare del disco come un verdetto finale sul quale il pubblico potrà scommettere. Due stanze profondamente diverse ma in dialogo perpetuo, con l’elemento sonoro che funge da trait d’union tra gli spazi superando il limite fisico e percettivo della parete.

 

Massimo Bartolini è uno degli artisti italiani più riconosciuti della sua generazione. Il suo lavoro è stato presentato in varie mostre personali tra le quali ricordiamo “Studio Matters”, Fuitmarket Gallery, Edinburgo e SMAK, Gent (2013), HUM, MARCO, Vigo e Auditorium Parco della Musica, Rome (2012), “Il cuore in mano”, Center of Contemporary Art Znaki Czasu, Torun, Polonia; “Dialoghi Con La Città”, a cura di Laura Cherubini, MAXXI, Roma (2008); “Massimo Bartolini: Concert room with voices”, D’Amelio Terras, New York  (2008); “Triple loop”, Ikon Gallery, Birmingham, UK (2007) “Massimo Bartolini”, Museu Serralves, Oporto (2007). 

Ha inoltre partecipato a numerose mostre collettive e rassegne internazionali tra le quali ricordiamo Viceversa – Padiglione Italiano alla 55ma Biennale di Venezia, Documenta XII (2012), T.R.A.C.K.S., SMAK Gent (2012), “Fare Mondi//Making Worlds”, 53. Biennale di Venezia (2009); “Una Stanza tutta per sé”, Castello di Rivoli (2008); “Mediterranée: Où? Scenes du Sud: Espagne, Italie, Portugal”, Carrè d’Art – Musée d’Art Contemporain de Nimes, Nimes, France (2007); Public Art Project”, Art 37 Basel, Basel, Switzerland (2006); “Ecstasy: In and About Altered States”, The Geffen Contemporary, Los Angeles, U.S.A. (2005). Attualmente l’artista sta preparando una mostra personale al Museo Marino Marini di Firenze, che inaugurerà a Gennaio del 2015.