Opere recenti | 2004

31/01/2004 • 29/02/2004

 

Con un testo di Okwui Enwezor

Dopo la prima personale a Roma nel 1999, e le importanti partecipazioni alla Biennale del Whitney Museum di New York (2002), e a Documenta XI  a Kassel (2002), Ouattara Watts presenta al Magazzino d’Arte Moderna i suoi più recenti lavori: alcune tele di grandi dimensioni e un corpus di opere su carta.
Il lavoro di Watts esprime la profonda convinzione che un ordine cosmico governi la realtà stabilendo connessioni tra tutte le cose, principio che egli ha appreso dalla religione Senofu durante la sua infanzia in Costa d’Avorio. La sua ricerca delle leggi segrete dell’occulto  e della sapienza secolare si è arricchita di nuovi stimoli durante i suoi soggiorni a Parigi e a New York, città nella quale risiede attualmente.
La superfice delle tele evoca il processo alchemico di trasformazione della materia in pensiero e coscienza. Alla pittura si mescolano objects trouvés, fotografie, numeri magici e testi, attraverso i quali egli tende a dar voce agli archetipi della cultura, che di fatto sono universali e appartengono ad ogni individuo.  “Prima di guardare questo quadro, ascoltalo”, suggerisce Ouattara. E aggiunge: “Qualcuno parla di alchimia o di magia, ma questo non significa trasformare il piombo in oro. L’arte è soprattutto una trasformazione del nostro intelletto e della nostra psiche attraverso l’uso dei materiali. Io cerco di dare attraverso la mia pittura altre regole e altre visioni…”
“Questa complessità visuale e la mescolanza di forme iconiche parlano alle realtà multiculturali del nostro tempo”, ha scritto Okwui Enwezor nel catalogo di Documenta.