Pergamena

24/05/2016 • 31/07/2016

 

Magazzino è lieta di annunciare l’inaugurazione di Pergamena, una mostra di disegni dell’artista americano David Schutter. Pergamena è la prima mostra di Schutter in galleria e coincide con l’occasione della sua prima esposizione istituzionale in Italia, all’Istituto Centrale per la Grafica di Palazzo Poli.   Il titolo della mostra si riferisce chiaramente al materiale ottenuto dalla lavorazione della pelle animale e usato come supporto per la scrittura nel mondo antico e medievale. La preparazione della pergamena presuppone un trattamento della pelle attraverso l’ammollo, la calcinazione, la raschiatura e infine la stiratura, per ottenere una superficie uniforme e liscia, uno spessore sottile e una durabilità del materiale. Usata nella manifattura di rotoli e in seguito nella produzione dei manoscritti, la pergamena andò a sostituire il papiro e, fino alla diffusione della carta e della stampa, fu il supporto primario per la scrittura. La tecnica di realizzazione complessa e costosa ne relegò poi l’utilizzo alla produzione di testi legali, scientifici o di stampo rituale e religioso. Tra il VII e il IX secolo, moltissimi manoscritti antichi su pergamena furono cancellati (tramite raschiatura) allo scopo di riutilizzare il supporto, generando i cosiddetti palinsesti, ossia testi in cui si può riscontrare la scrittura, la cancellazione e la sovrapposizione di scritti risalenti a epoche diverse. L’origine stessa della parola “palinsesto” rimanda al greco antico pàlin-psestòs, letteralmente, “graffiato di nuovo”.   I lavori di Schutter presenti in mostra sono il frutto di una pratica quotidiana nella quale l’artista usa il foglio di pergamena come una lavagna, per pensare attraverso il disegno. L’abitudine al segno sulla pergamena e alla sua cancellazione ha come risultato una superficie quasi-leggibile, in cui ogni foglio è segnato con espressioni interrotte di forme visive ed interpretazioni eleganti della tecnica storica. Mentre la cancellazione e la re-iscrizione scandiscono le fasi della vita di queste opere, il foglio diventa l’arena per una ripetuta e variabile performance gestuale.   I disegni di Schutter sono l’espressione di un processo di accumulo. In questo senso, l’organizzazione della pagina rimanda ai classici fogli di studio, tipici ad esempio del Barocco, periodo che Schutter ha indagato in modo approfondito negli archivi dell’Istituto Centrale per la Grafica, dove nel corso dell’ultimo anno ha studiato i disegni barocchi, le forme, le tecniche e gli stili degli artisti di quell’epoca. I fogli di studio associano spesso immagini diverse e frammentate, orientate in direzioni differenti nello spazio della pagina: soggetti vari, come figure, panneggi e rilievi architettonici, appaiono spesso sullo stesso foglio per una sorta di economia e per una prova d’immagine. Sebbene nei disegni di Schutter non ci siano forme pienamente riconoscibili, presenze ispirate a motivi barocchi si incontrano e interferiscono tra loro. È una sorta di attraversamento dall’antico al moderno, ma non c’è nulla nelle opere di Schutter che le situi nel campo dell’omaggio e della riverenza verso il passato. Piuttosto, questi disegni, che destabilizzano e sfigurano forme storiche, guardano in modo misterioso verso un indeterminato futuro.

David Schutter (USA 1974) vive e lavora a Chicago. Ha avuto mostre personali alla Gemäldegalerie Berlin; alla Scottish National Gallery of Modern Art, Edimburgo; al Museum of Contemporary Art, Chicago; alla Galleria Aurel Scheibler, Berlino; alla Sikkema Jenkins & Co., New York; alla Rhona Hoffman Gallery, Chicago; all’Istituto Centrale per la Grafica in Palazzo Poli, Roma. Il suo lavoro è stato esposto alla biennale Glasgow International; a La Magasin – Centre National d’Art Contemporain, Grenoble; alla David Roberts Art Foundation, Londra; alla Fondazione Memmo, Roma. David Schutter ha ricevuto il Rome Prize per l’anno 2015-16 e attualmente sta svolgendo la sua residenza all’American Academy in Rome.