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TBT (To Be Titled, Turn Back Time)

 

Magazzino è lieta di annunciare la mostra collettiva TBT (To Be Titled, Turn Back Time), che caratterizzerà la programmazione primaverile ed estiva della galleria. La mostra prevede due appuntamenti, il primo dei quali sarà venerdì 11 Maggio 2018 e comprenderà opere di Massimo Bartolini, Guillermo Galindo, David Schutter, Nicola Martini, Matteo Nasini e Namsal Siedlecki.

To Be Titled nasce dall’idea di un dialogo a più voci tra le opere di tre artisti della galleria (Bartolini, Galindo, Schutter) e altrettanti giovani artisti italiani non rappresentati da Magazzino (Martini, Nasini, Siedlecki). La spontaneità che guida la scrittura di questa mostra è evidente dal titolo, che rivela la tipica condizione di attesa legata alla creazione, e si esprime nel percorso espositivo attraverso una poetica legata alla sospensione, che unisce gran parte delle opere in mostra.

Partendo dall’opera che più impone la propria presenza allo spazio, Corrimano di Massimo Bartolini, delicato disegno/scultura che delimita, protegge e definisce un “oltre” subito interrotto dalla parete bianca, fino ad arrivare alle sculture performative di Guillermo Galindo e Matteo Nasini, le opere in mostra avanzano una riflessione sulla loro stessa condizione, di oggetto “finale” e “finito” ma ancora aperto ad uno sviluppo e a una dimensione corale. Da un lato, quindi, i crudi assemblages di Galindo, frutto della raccolta di oggetti sottratti all’abbandono e testimonianza di un confine, di un passaggio; dall’altro le raffinate sculture di Nasini, risultante algida e geometrica dell’attività cerebrale durante il sogno, solidificazione quindi di una memoria e un pensiero non funzionali.  Così i dipinti di David Schutter, fluida espressione di una filologia del linguaggio pittorico – percezione, gesto, memoria dell’immagine e sua traduzione per stratificazioni – dialogano con le sculture di Nicola Martini, animate da una tensione interna e perpetua tra elementi rigidamente opposti (verticale/orizzontale, centrifugo/centripeto, solido/liquido) e che disegnano, sfidando i limiti dei materiali, un paesaggio distante, atemporale, quasi metafisico. Questa stessa tensione si ritrova nelle sculture di Namsal Siedlecki, il quale usa un procedimento industriale, il bagno galvanico, applicandolo a vegetali e a derivati di fibre naturali. Riflettendo sulla natura fisica e concettuale del tegumento, Siedlecki opera un tentativo di protezione perenne, tentativo che non sottrae l’elemento naturale al suo deperimento, ma definisce una seconda pelle che aspira all’eternità.

TBT (To Be Titled, Turn Back Time) è un progetto a cura di Gabriele Gaspari. La prima mostra resterà visitabile fino al 15 Giugno; il secondo appuntamento è previsto per il 21 Giugno e durerà fino al 28 Luglio 2018. Per informazioni e immagini, contattare la galleria al numero +39 066875951 oppure per email a info@magazzinoartemoderna.com.

 

Massimo Bartolini

Nato a Cecina (LI) nel 1962. Vive e lavora a Cecina (LI). È uno degli artisti italiani più riconosciuti della sua generazione. Il suo lavoro è stato presentato in varie mostre personali tra le quali ricordiamo Four Organs, Fondazione Merz, Torino (2017), Museo Marino Marini, Firenze (2015),Studio Matters, Fuitmarket Gallery, Edimburgo e SMAK, Gent (2013), HUM, MARCO, Vigo e Auditorium Parco della Musica, Roma (2012), Il cuore in mano, Center of Contemporary Art Znaki Czasu, Torun, Polonia;Dialoghi Con La Città, MAXXI, Roma (2008);Massimo Bartolini: Concert room with voices, D’Amelio Terras, New York (2008); Triple loop, Ikon Gallery, Birmingham, UK (2007) Massimo Bartolini, Museu Serralves, Oporto (2007).Ha inoltre partecipato a numerose mostre collettive e rassegne internazionali tra le quali ricordiamo Viceversa – Padiglione Italiano alla 55ma Biennale di Venezia (2013), Documenta XII (2012), T.R.A.C.K.S., SMAK Gent (2012), Fare Mondi//Making Worlds, 53. Biennale di Venezia (2009); Una Stanza tutta per sé, Castello di Rivoli (2008); Public Art Project, Art 37 Basel, Basel, Switzerland (2006); Ecstasy: In and About Altered States, The Geffen Contemporary, Los Angeles, U.S.A. (2005).

 

Guillermo Galindo

Nato a Città del Messico nel 1960. Vive e lavora a Oakland (USA). L’opera di Guillermo Galindo ridefinisce i limiti tra musica, scultura e e performance, includendo composizioni per orchestra, opere strumentali, sculture, arti visive, film, installazioni ambientali e improvvisazione live. Le sculture e gli spartiti di Galindo sono stati esposti in numerose rassegne internazionali tra le quali documenta14 (2017), Pacific Standard Time (2017) e CTM Festival (2017). Inoltre le sue opere sono state trasmesse, tra le altre, dalla BBC Outlook (London), Vice Magazine (London), RTS Svizzera, National Public Radio (U.S.), CBC (Canada), California Sunday Magazine (U.S), Reforma Newspaper (Mexico) , CNN e la radio del New York Times.

 

Nicola Martini

Nato a Firenze nel 1984. Vive e lavora a Milano.La materia e i suoi stravolgimenti sono contemporaneamente la partenza e il culmine del processo artistico di Nicola Martini. Il suo lavoro si sporge verso la creazione di forme scultoree e installazioni, ma la sua reale specificità risiede nel processo del lavoro. Martini mette in opera il cambiamento di stato delle materie che utilizza (resine vegetali, fibre sintetiche, cementi) tramite una loro diretta e forzata interazione, o con l’ausilio di sostanze chimiche. Ha al suo attivo mostre personali al Museo Marino Marini (2012), al FRAC Champagne Ardenne (2011) e Viafarini (2011). Il suo lavoro è stato inoltre incluso in mostre collettive internazionali come Intuition, Palazzo Fortuny, Venezia (2017) la 16ma Quadriennale di Roma (2016), Ennesima, Triennale di Milano, 2015.

 

Matteo Nasini

Nato a Roma nel 1976. Vive e lavora a Roma. La ricerca artistica di Matteo Nasini parte dallo studio del suono, per concretizzarsi in forme fisiche che analizzano in profondità ed osservano la superficie della materia sonora e di quella plastica. Da questo ne deriva una pratica che si manifesta metodologicamente nelle installazioni sonore, nelle performance, nei lavori audiovisivi e nelle opere scultoree. Il suo lavoro è stato esposto da Clima Gallery, Marsèlleria, Fluxia, Fonderia Artistica Battaglia, (Milano); Maxxi, Macro, Nomas Foundation, Operativa Arte, La Galleria Nazionale, Pastificio Cerere, Auditorium Parco della Musica (Roma); Museo di Villa Croce, (Genova); Villa Romana (Firenze); Orto Botanico (Palermo); Palazzo Fortuny (Venezia); Art O Rama, Damien Leclere (Marsiglia); EDF Foundation (Parigi); Espace le Carre, Palais Beaux-Art (Lille); La Panacee (Montpellier); IIC, Hammer Museum (Los Angeles); Marsèlleria (New York); Rowing (Londra).

 

David Schutter

Nato a Chicago nel 1974. Vive e lavora a Chicago (USA). David Schutter ha ricevuto il Rome Prize per l’anno 2015-16 dell’American Academy in Rome. Ha avuto mostre personali alla Gemäldegalerie Berlin; al Scottish National Gallery of Modern Art, Edinburgo; Instituto Centrale per la Grafica in Palazzo Poli, Roma; al Museum of Contemporary Art, Chicago; alla galleria Aurel Scheibler, Berlin; Sikkema Jenkins & Co., New York; e alla Rhona Hoffman Gallery, Chicago. Il suo lavoro è stato esposto inoltre a documenta14 (2017), alla Glasgow International Biennale; Le Magasin- Centre National Art d’ Contemporain, Grenoble; alla David Roberts Art Foundation, Londra; e alla Fondazione Memmo, Roma.

 

Namsal Siedlecki

Nato a Greenfield (USA) nel 1986. Vive e lavora a Seggiano (GR). Nel 2015 ha vinto la quarta edizione del Premio Moroso e il Cy Twombly Italian Affiliated Fellow in Visual Arts presso l’American Academy in Rome. Negli ultimi anni ha esposto il proprio lavoro presso numerose istituzioni tra cui: Galeria Boavista, Lisbona, 2017; American Academy in Rome; Villa Romana, Firenze; Frankfurt am Main, Berlino; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Galeria Madragoa, Lisbona; Antinori Art Project, Bargino; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Museo Apparente, Napoli; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Cripta747, Torino.